Storia del progetto

1 maggio 2004  L’Associazione Movimento dei Senza Voce apre a Ligornetto Casa Astra, il primo ed unico Centro di prima accoglienza del Canton Ticino: si tratta di un appartamento con 12 posti letto che sin dai primi anni raggiunge la piena occupazione. Ogni anno, in media, vengono accolte a Casa Astra circa 80 persone e purtroppo, per mancanza di posti letto, se ne devono rifiutare circa 230, di cui alcune provenienti anche dal Sopraceneri. Questo ha spinto i promotori a cercare di ampliare la capacità di accoglienza, preoccupandosi anche di mantenere le persone il più possibile a contatto con il loro tessuto sociale e territoriale. Da qui la scelta di approfondire la possibilità di aprire un nuovo Centro di accoglienza a Bellinzona che possa rispondere ai bisogni del Sopraceneri.

Nota: in contemporanea si cerca, sempre nel Mendrisiotto, una sede più ampia per Casa Astra che porterà, nel 2014, all’acquisto dell’ex Osteria del Ponte di Mendrisio, con 23 posti letto e dove il Centro traslocherà nel 2015.

2009  Anche il Dipartimento della sanità e della socialità, in una risposta ad una richiesta in merito, concorda sulla necessità di un Centro di accoglienza a Bellinzona.

2010  Si creano i primi contatti con l’autorità comunale che evidenziano l’eventuale possibilità di insediare il Centro di prima accoglienza nella casa ex Ostini che, a seguito di una permuta di terreno con il Cantone, era diventata di proprietà comunale. La stessa risulta disabitata da quasi 50 anni e in uno stato fatiscente di abbandono totale.

Fine 2012  Grazie all’elaborazione dell’architetto Leonardo Modena, il Movimento dei Senza Voce presenta ufficialmente al Municipio un progetto di massima per la riattazione dello stabile e la creazione del Centro di prima accoglienza.

2013-2014  Tenendo conto delle reciproche esigenze, avvengono ripetuti contatti con i responsabili del Comune per elaborare nei dettagli il progetto.

3 dicembre 2014  Su richiesta del Municipio, viene creata la Fondazione Casa Marta che si assume integralmente la prosecuzione del progetto.

17 aprile 2015  Con una Conferenza stampa congiunta con la Fondazione, il Municipio presenta il messaggio per la realizzazione del progetto con la concessione alla Fondazione del diritto di superficie e, fra l’altro, di un contributo di 200’000 franchi, corrispondenti alla somma concessa dal Cantone al momento della permuta per l’abbattimento dello stabile. Il diritto di superficie viene concesso gratuitamente a contropartita della messa a disposizione di una sala di incontri aperta a tutte le associazioni locali.

9 novembre 2015  Dopo un lungo dibattito di quasi tre ore, il Consiglio comunale di Bellinzona accetta il messaggio con 34 voti favorevoli, 13 contrari ed un astenuto.
Contro questa decisione viene però inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato.

29 settembre 2016  Il Consiglio di Stato respinge il ricorso e permette così la prosecuzione del progetto, visto che contro questa decisione non vengono più inoltrati altri ricorsi.

5 dicembre 2016  La Fondazione Casa Marta inoltra una regolare domanda di costruzione per la riattazione dello stabile ex Ostini e la creazione del Centro di prima accoglienza.

30 marzo 2017  Alla Fondazione Casa Marta è concessa la licenza edilizia per la riattazione dell’edificio ex Ostini di proprietà del Comune di Bellinzona in via Guisan 3 e la sua trasformazione in un Centro di accoglienza.

2017  Durante l’anno si è quindi proceduto alla preparazione dei piani di dettaglio del progetto, alla verifica ed aggiornamento del preventivo, nel frattempo lievitato a 4,5 milioni di franchi, e si è iniziata la ricerca del sostegno finanziario presso alcune Fondazioni.

2018  La Fondazione ha intensificato la ricerca del sostegno finanziario per il progetto presso Fondazioni e banche, facendo eseguire un dettagliato e professionale Business Plan, ma anche organizzando concerti e serate informative.

Ha assegnato all’arch. Dante Spadini la Direzione lavori e con la preparazione dei capitolati si sono raccolte le offerte per i lavori fondamentali.

Ha continuato le trattative con il Municipio per la stesura dell’atto notarile per la concessione del Diritto di superficie, premessa indispensabile per l’inizio dei lavori, ma al quale il Municipio ha sempre anteposto la condizione della totalità del finanziamento assicurato.

Ha anche preso contatto con i servizi sociali dei principali comuni del Sopraceneri per avere delle statistiche aggiornate sui possibili utenti della futura Casa Marta e in vista di una possibile futura collaborazione. La richiesta è poi stata inviata a metà ottobre anche alla Divisione dell’Azione sociale e delle famiglie del DSS.

Infine ha favorito la formazione di un gruppo di sostegno di “Amici di Casa Marta”, composto a fine dicembre 2018 da 26 personalità nei diversi ambiti (politico, sociale, sanitario e culturale).

5 febbraio 2019  BancaStato, in un incontro a tre, per concedere il credito necessario ha richiesto una garanzia da parte del Comune, o perlomeno la disponibilità a riconoscere un’indennità di riversione a copertura del debito ipotecario residuo, cosa che il Municipio ha decisamente negato.

2 aprile 2019  La Fondazione, sulla base dei fondi già assicurati, ha quindi proposto al Municipio una realizzazione a tappe del progetto, il cui inizio dei lavori darebbe finalmente la visibilità e credibilità indispensabile per proseguire la ricerca del sostegno finanziario ancora mancante.

10 maggio 2019  La Fondazione, a seguito della sua richiesta del 1 marzo 2019, ottiene il rinnovo della licenza edilizia del 30 marzo 2017, nel frattempo scaduta.

15 maggio 2019  (ribadito il 3 giugno 2019, dopo la presa di posizione della Fondazione). Il Municipio comunica che fatte le dovute verifiche politico-partitiche” l’eventuale realizzazione a tappe del progetto esige un nuovo messaggio municipale da sottoporre al Consiglio comunale, proponendo dunque alla Fondazione quelle che lui ritiene le sole due alternative possibili:

“La Fondazione completa il piano di finanziamento così da poter realizzare Casa Marta nella sua interezza (come prospettato inizialmente); oppure viene sottoposto al Consiglio comunale un nuovo messaggio municipale che illustra il progetto rivisto, le tappe di realizzazione e le modalità di finanziamento con la richiesta di conferma del diritto di superficie e dei contributi concessi alle nuove condizioni.”

 25 giugno 2019  In una conferenza-stampa la Fondazione fa il punto alla situazione, afferma che entrambe le alternative sono per lei inaccettabili e lancia un appello per garanzie sottoforma di fideiussione.